DINA DISPINZIERI 1999

IL SURREALISMO CONTEMPORANEO NELLA REALTA’ DI ELIANA RE

Alcuni anni fa, al nostro primo incontro, Eliana Re mi è stata presentata come “ la più brava ceramista del momento” nella zona ove lei vive ed opera. Sono rimasta incuriosita. Altri incontri sporadici a manifestazioni artistiche di amici comuni, senza fare accenno ai suoi lavori. Era una strana sensazione. Improvvisamente ad un incontro casuale, nella campagna romana, con improvviso entusiasmo mi chiede un incontro per mostrarmi le sue creazioni. Convinta di trovare un’esposizione ripetitiva di ceramiche, lo stupore mi coglie di sorpresa: Eliana è un’artista,  non semplicemente una ceramista. Ceramiche, porcellane e tele ad olio convivono in armonia e complici in una casa colma di incisiva e pregnante personalità di questa donna dalle molteplici sfaccettature. Il “caso” è sempre presente nella vita e nel percorso artistico di Eliana Re procurandole nuove esperienze ed apprendimenti. Dopo aver studiato materie umanistiche ha frequentato un corso di ceramica. Ma, a seguito di una conoscenza “casuale”, le viene suggerito di dedicarsi alla decorazione di porcellana. Esperimenta questa nuova tecnica; la fa sua, per passione artistica, ed inconsapevolmente ed involontariamente, a sua volta si trasforma in docente con una qualifica professionale continuativa. Da vari anni la sua attenzione si è rivolta alla pittura ad olio su tela appassionandosi, facendosi spesso trascinare in maniera quasi spasmodica ed esaltante. L’interesse dell’artista non è rivolto al piacere sensuale della superficie cromatica, ma alla potenza enigmatica, allucinatoria o rivelatrice di paesaggi espressi con tinte fredde e dai toni algidi. La sua è una pittura illusionistica di un mondo interiore che dà la sensazione di uno spazio infinito; diviene in varie fasi, intrigatamente collegata tra immagini oniriche simboliche ed un realismo rivisitato. E’ ben suo un sentimento forte di corpi umani di non perfetta anatomia, quasi plasticati nella loro materia pesante, dolente eppur ricca di una cupa umanità. E’ anche suo il rapporto che ha istituito tra questi corpi- personaggi di una realtà non idealizzata ma in un certo senso dilatata eroicamente come vittima dell’odierna violenza quotidiana – ed il mondo. Volti disperati, drammatici e sgomenti su un’ingiusta ed incomprensibile devastazione del Kosovo o corpi piegati sotto il peso di un mondo che tende a sfaldarsi  nell’infinito perché carico di problematiche non più sostenibili. Carl Gustav Jung diceva: “ l’inconscio si esprime per immagini”. Ed Eliana Re esprime il bisogno di riconciliarsi con queste immagini rielaborando la realtà con forza e vitalità. Così ci trasporta in un mondo ludico piuttosto virile rappresentato da un tavolo da gioco con fiches policromatiche o biglie in movimento, o scacchi in competizione tra Regina e Re. L’eterno conflitto tra uomo e donna, tra passato e presente, tra sogno e realtà. Come Mirò è stato definito il più “surrealista” degli anni ’30 – ’40, così oggi possiamo connotare Eliana Re la  “surrealista” contemporanea più complessa per antonomasia.